30 settembre, 2025

  • cammino: oggi ultimo giorno di settembre. Grata per le bellissime giornate di sole che mi ha regalato questo mese. Partenza alle 8,30 a.m. da Triacastela e arrivo alle 4,30 p.m. a Sarria. Chilometri 24,7. Oggi si poteva scegliere o il percorso classico, più corto, o quello scelto da me, più lungo. Altitudine iniziale 680 metri e trovato pochissimi “sali e scendi ” e arrivo finale a circa 410 metri di altitudine. Percorso molto facile, e quasi tutto in mezzo al bosco in ombra, seguendo due fiumi/ruscelli. Arrivo sempre per ultima, tra le tre moschettiere italiane. Albergue davvero delizioso a 12 euro per pernottamento. Ormai la regola è, chi prima arriva, sceglie il posto. Ecco, io non lo sceglierò mai…ah ah ah.
  • paesaggio: semplicemente poesia! Pochissimi pellegrini, e avvolti dal verde dei castagni, querce, muschio e felci. Il giallo, stavolta delle foglie dei pioppi, colora il terreno sempre di più . Ruscelli con cascate ci accompagnavano per quasi tutto il tragitto. Pettirossi e cinguettii di altri uccellini ci allietavano. Un contesto così ha favorito chiacchere leggere e conoscenza di una nuova pellegrina londinese. Borgate in pietra abbandonate con tetti in ardesia. Verso il decimo chilometro, all’ improvviso compare ai nostri occhi il monastero benedettino attivo, più grande della Spagna: Samos. Poi il paesaggio riprende con lo stesso ritmo di prima. Qualche volta c’è asfalto, ma non da fastidio. Ci sono veri “tunnel” circondati di verde. Gli ultimi 6 chilometri ci si ricongiunge al percorso tradizionale del cammino di Santiago. Una chiesetta ce lo ricorda. Ritornano pascoli di mucche, un asino, qualche capra, pecora e qualche campo di mais. E si entra nel paese di Sarria , affiancando la strada e assaporando di nuovo la civiltà.
  • persone: oggi io ed Elisa cammino più lungo. Doni quello più corto. Libere tutte. Noi pellegrini ormai siamo entrati in modalità riflessione e un tutt’ uno con la natura. Tra noi ormai c’è rispetto, saluto, lentezza, e ascolto. Non vedi mai pellegrini al telefono, o parlare tra loro a voce alta. “Buen camino” esce dalle labbra in modo sincero da tutti. Ecco oggi abbiamo chiacchierato con una signora giovane, londinese. È il suo secondo giorno, piena di entusiasmo. Si chiama Fiona, e si discuteva come mai ci sono pochi pellegrini dal suo paese. Presto detto…per lei è una questione religiosa, pochi cattolici loro. Dottrina anglicana. Robin sbuca come sempre, all’improvviso, con il suo sorriso. Stavolta ci offre cioccolata buonissima presa al monastero. Due chiacchere e riparte con le sue gambe lunghe due metri. Oh, ma è sempre con la giacca azzurra a maniche lunghe, pantaloni corti e cappellino. Come fa? Come il solito gli ultimi chilometri sola, ma giusto il tempo di conoscere a caso, un veneto. Un bello scambio di vedute sul cammino, e battute per ridere, poi fa un break per aspettare due da Como. È così nel cammino…chiacchere sentite, ma a “sentimento ” e poi via in libertà. Tanto poi capita che ci si rivede.
  • ” A sentimento”: ormai Doni mi prenota la parte bassa del letto a castello. E se non la danno, lei si inventa che arriverà una pellegrina molto stanca ( cioè io..) e ha bisogno di confort. Che disastro che sono. Ammetto che sono una specie di “Fantozzi ” a salire le scalette in ferro. Grazie Doni. Oggi il dormitorio comune con 12 letti, aveva una splendida vetrata con vista giardino e vista del nostro bucato lavato a mano e steso. Questa è la vita quotidiana, di settembre. Semplicità e sentire Teresa sempre con me. Notte.